Gaetano Genise, 52enne presidente del team napoletano degli '82ers è comparso davanti a 110 mila spettatori (e in mondovisione) nel tempio del football americano con tutti gli onori: "Vi racconto come ci sono riuscito" di GIOVANNI MARINO (www.repubblica.it)
Foto by: www.repubblica.itDa Fuorigrotta alla National football league. Dal suo lavoro in una società di forniture ospedaliere al top dello sport professionistico americano. Non come atleta ma come guest star. Ospite d'onore dei New York Jets, una delle squadre più blasonate della lega, un team con un seguito planetario.
Lui si chiama Gaetano Genise, ha 52 anni, è alto e grosso (1,92 per 150 chili) come deve essere un ex ("ma ogni tanto scendo ancora in campo") giocatore e ha appena vissuto una esperienza unica per il nostro football: essere invitato da guest captain al coin toss, il lancio della monetina nel match tra i Jets e i Kansas City Chiefs.
Un supermatch che ha portato per un giorno all'attenzione di un pubblico internazionale il nostro movimento e, con questo, Napoli e gli '82ers, formazione partenopea di cui Genise è, ovviamente, presidente. Ma come ha fatto Gaetano detto Nuccio a scendere sull'avveniristico terreno dei Jets? Magia della napoletanità positiva, di quella capacità di intessere rapporti e di ispirare naturale simpatia che supera parecchi ostacoli.
Racconta: "Ho due contatti nei Jets e ci ho lavorato a lungo, ma certo, essere menzionato dallo speaker come presidente di una squadra di Napoli davanti a 110 mila spettatori e praticamente in mondovisione è stato un brivido per me assolutamente irripetibile".
Nuccio, con il suo contagioso entusiasmo, ricostruisce il suo momento di gloria sportiva: "Quando sono arrivato nel Mets stadium, nel New Jersey, ultramoderno e mastodontico impianto che farebbe impallidire il San Siro dei tempi d'oro, pensavo che prima o poi qualcuno mi avrebbe svegliato dal mio sogno. E invece si è materializzato uno dei miei contatti, Jessy Linder, capo ufficio stampa dei Jets e mi ha fatto entrare in un'area Vip che, solo quella, mi è sembrata più grande di tutto il San Paolo. Lì sono stato ricevuto con somma gentilezza e scortato in campo dove i grandi giocatori della Nfl si stavano scaldando. Quindi uno schieramento di fotografi e cameramen mi ha ripreso mentre lo speaker citava me e Napoli al lancio della monetina. Sono felice anche per la Fidaf, la Federazione italiana, che ho rappresentato in questa occasione unica".
Genise guarda avanti: "Adesso vorrei riuscire a portare dai Jets i nostri giocatori più meritevoli. Per un camp con i grandi. Ho 67 atleti, la stragrande maggioranza è under 25. Ci alleniamo al Collana due volte a settimana e contiamo di fare il salto dal football a nove alla Lenaf e magari prima o poi di approdare in Ifl, la nostra serie A. Ne ho già parlato con i miei amici Usa e credo ci siano ottime possibilità".
Visto quello che è riuscito a combinare Gaetano Nuccio Genise, finito da "presidente della squadra di Napoli" addirittura sulla ribalta della Nfl, bisogna assolutamente dargli credito.
g.marino@repubblica.it
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